LANGA
21/02/2026 - 18:00
Il tepore delle stalle lascia spazio alle volte in mattoni di una cantina medioevale, ma lo spirito è lo stesso di un tempo. A Dogliani gli “Amici del Museo Giuseppe Gabetti” aprono la nuova stagione culturale riportando in vita l’atmosfera delle antiche “vijà” contadine, in una versione moderna e dichiaratamente letteraria. L’appuntamento è per sabato 21 febbraio, alle 21, nella suggestiva Bottega del Vino. «Quando non c’erano automobili né televisione - ricordano gli organizzatori -, la “vijà” era il cuore pulsante della socialità rurale: famiglie riunite al lume di candela, sedute su un “balot” di paglia o nel “pajun”, gli uomini intenti a riparare attrezzi e a commentare le “ultime” del paese, le donne a sferruzzare “scapin”, le nonne a raccontare storie di “masche” capaci di far rabbrividire i più piccoli. Poi arrivavano le “bugie”, un bicchiere di vino novello e i canti di Langa accompagnati dalla fisarmonica. Oggi l’atmosfera delle stalle si trasferisce nella penombra intima della cantina medioevale».
La formula resta quella del racconto condiviso. Saranno letti testi di poeti scomparsi come Mario Dadone, don Giovanni Conterno, Alfonso Cappa, Alessandro Martinengo e Maurizio Fusina. Accanto a loro, le voci degli autori contemporanei: Beppe Leardi, Meco Boetti - Barbafiore, Renzo Giraudo, Felicina Priola Bonino e Walter Costamagna, che proporranno i propri scritti. A intervallare le letture, gli stacchi musicali del fisarmonicista Walter Sandrone, in un dialogo continuo tra parola e melodia. L’ingresso è libero. E, come nelle migliori tradizioni, al termine della serata vin brulè e bugie per tutti.
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