LANGA
24/09/2023 - 11:00
di f.trax
Inizia mercoledì 27 “Torino Spiritualità”, festival che prevede lezioni, dialoghi, letture e meditazioni dedicate agli assenti, “per discutere della morte ovvero della vita”. Recentemente di questi temi si è occupato il regista di Farigliano Remo Schellino nel suo docu film “Andare all’altro mondo, riti, credenze, pensieri e conversazioni”, il terzo e ultimo capitolo della sua trilogia su nascere, vivere e morire.
Remo Schellino, la morte non è dicibile né pensabile, è censurata, e quando il pensiero di essa si fa strada nella mente, fa ancora più paura. Che ne pensa? Perché la morte non si racconta? Lei, invece, lo ha fatto.
«Non si racconta ciò di cui si ha paura. Tutti abbiamo terrore della morte, perfino Gesù Cristo in croce che prima di morire disse: “Dio mio: perché mi hai abbandonato?”. Parlare di questa cosa, però, credo sia molto importante. Mentre nei secoli scorsi si moriva in casa, oggi devi morire in ospedale, lontano dalla vista di tutti. Noi viviamo in una società che non accetta la morte: una società che non elabora i propri lutti, però, è una società malata...».
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