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È un sofferto transito tra primavera ed estate ma da domenica sole e più caldo

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Torna un "inverno d'antan". Con le sue grosse nevi prima, poi con i suoi geli artici

Quando martedì, dopo l'ennesimo balzo all'indietro di questa primavera riottosa ad affermarsi, abbiamo visto di colpo cessare il piovasco sulla nostra collina sostituito in pochi minuti da squarci di un azzurro che dai “ tempi delle cartoline “ non vedevamo più, beh allora abbiamo pensato che la natura va vissuta subito dopo la pioggia. Solo in quell'istante fatto di gocce brillanti che si incastonano tra foglie, fiori e steli di erba c'è una luce altrimenti nascosta, cancellata dalle nuvole grigie o dal sole prepotente. Il sole che aspettiamo ormai da marzo che si installi per un po', quel tanto che basti per farci vivere qualche scampolo pre-estivo dopo tanti altalenanti andate e ritorni dalla bella stagione. Adesso sembrerebbe arrivato finalmente il momento della svolta. Non sarà però ancora quella definitiva, quella che abbiamo conosciuto più volte negli ultimi sei-dieci anni, quando d'improvviso l'anticiclone africano risaliva dal Marocco sospinto da una depressione atlantico-spagnola per buttarci poi d'un tratto tra le braccia di un caldo pienamente estivo. No, quest'anno l'Africano è in ritardo, o meglio continua a starsene tranquillo nel suo continente di origine con scarsa propensione a voler invadere il Mediterraneo e di qui anche il nostro Nord Ovest e la nostra Granda. L'estate ci sarà, eccome, naturalmente. Ma forse sarà meno intensa e soffocante di quanto finora abbiamo sperimentato. Ma allora? Cosa succederà dopo questa settimana all'inizio così “autunnalmente” primaverile, che ha scaricato finalmente -bisogna dire- un po' di tranquilla pioggia  soprattutto sull'arco alpino occidentale e un po' meno sulle Liguri (almeno-fino a martedì) compensando in parte le precedenti siccità. Fino a 100 millimetri sulle vallate del Po, del Varaita e della Maira, molti di meno sul Monregalese, ad eccezione delle zone più vicine alla Bisalta oppure quelle dell'alta Val Tanaro, Briga e Upega. Da oggi, mercoledì 12 fino a domani avremo cieli in gran parte  sereni con possibili piovaschi e temporali locali nelle ore serali. Venerdì sera arriva un altro fronte di matrice atlantica che nel tardo pomeriggio e poi nella prima parte della notte  farà anche nevicare a quote di 2000 o poco più metri con a seguire un nuovo spazio sereno che tuttavia durerà soltanto fino al pomeriggio di sabato quando altri piovaschi potranno scatenarsi specie sui confini liguri.  Intanto le temperature saranno scese nelle minime notturne attorno ai 7-9 gradi mentre le massime risentiranno molto delle ore in cui prevarrà il sole che, se nel pomeriggio, faranno alzare i valori. Dopo le frescure umide di lunedì e in parte di martedì farà comunque più caldo (21-22 gradi)  tranne forse venerdì per la eventuale presenza dei rinfrescanti temporali. Il primo sussulto termico sarà domenica grazie al pieno sole dovuto sì ad una rimonta anti-ciclonica ma anche ai contributi a tratti marini e altre volte -specie poi nella settimana- di rèfoli di Foehn causati da scorrerie atlantiche che scivoleranno al di là delle Alpi con qualche cozzo però contro il nostro “scudo” che potrebbe provocare soffioni di  “vento di caduta”. Insomma al momento sembra che ancora per tutto maggio possa essere l'Atlantico a prevalere. A tratti (e anche i più lunghi) con le alte pressioni azzorriane che sono un classico dei nostri transiti “d'antan” tra primavera e estate. Non  ce ne dispiacciamo. Le nostre eroiche, resilienti rose inglesi a tutt'oggi debbono ancora sbocciare del tutto ai 700 metri della nostra costa collinare. L'anno scorso e anche molti altri anni prima a quest'ora offrivano il profumo dei petali già da tre settimane. Quelle autoctone, quelle trovate disperse nelle ripe e ricondotte alla domesticità del casotto in molti inverni scorsi non hanno mai smesso di fiorire. Oggi sono – nella loro robusta rusticità-  già en plein e diffondono insieme alle spiree, ai viburni, ai biancospini , gli azzeruoli e gli ultimi lillà profumi che appagano la testa dopo tanta chiusura.
romano.fulvio@libero.it

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