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È l'acqua che aspettiamo e non un caldo da giugno anticipato

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Per Capodanno “il passato non dimentica” e il nostro meteo “fa ginnastica”.

07/03/2023 - 16:27

Avevamo appena assaporato un po' di ritorno invernale dall'altra domenica a mercoledì-giovedì che già dallo scorso fine settimana è ritornata la primavera. Sembrava dovesse durare il classico “espace d'un matin”per poi lasciare spazio a ciò che più di ogni altra cosa la nostra provincia Granda assetata spera ormai da mesi se non da anni: il ritorno in forze dell'Atlantico. La riapparizione delle sue onde perturbate accompagnate da ondate di piogge, un provvidenziale ristoro alle campagne nostre che troppo presto hanno visto svanire la coltre nevosa di san Mattia, un risarcimento alle montagne che già speravano in un po' di gelo in quota per preservare la riserva bianca. E magari anche la salvezza idrica per l'amato nostro Ponente ligure che invece della pioggia nel dopo san Mattia ha conosciuto arie fredde e secche alternate a vampate di sole, ma ancora e sempre senza goccia alcuna. E invece dopo l'intermezzo di queste ultime giornate un po' più fresche e con un sole pallido poi offuscato dalle nuvole, sempre più senza acqua, ecco che si prospetta un fine settimana adatto più ad un giugno pieno che ad un marzo appena abbozzato. Succede che una nuova calata dall'Artico fa sì che le correnti aeree atlantiche giungano sì contro le nostre Alpi fino ad inumidire di poche piogge le cime della catena alpina (a parte le Alpi confinali aostane che invece riceveranno neve forse in abbondanza) ma provocando poi in nella nostra pianura anziché piogge benedette altri nuovi soffioni di Foehn che nel fine settimana saranno addirittura rinforzati dall'arrivo di ondate calde africane sollevate e trasportate dalla Spagna fino a noi.  Il culmine di questo riscaldamento fuori stagione avverrà in concomitanza con il fine settimana con valori massimi che tra Cuneese e Monregalese potranno raggiungere e superare i 20 gradi e con minime notturne attorno ai 9/10 gradi: valori da pieno giugno. Ancora una primavera, una quasi-estate anticipata e ancora niente acqua. La tendenza a medio e a lungo termine non ci è favorevole: il sereno o quasi accompagnato da valori di 7/8° di minima e 16/14° di massima potrebbe durare fino all'equinozio di primavera. E sarebbe un problema. Non abbiamo nemmeno piacere che questi caldi di fine settimana possano renderci di nuovo agibile la stradetta terrosa che conduce alla nostra collina. Non siamo nemmeno contenti che con il caldo i primi fiori della Mirabelle sostituiscano con il loro il bianco della neve. È l'acqua che aspettiamo, che bagni un po' la terra di primavera e che ridia tono e orgoglio alla fontanetta della nostra sorgente.

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