30/05/2023 - 17:16
Quant'è stato ricco di timori ma anche di sollievo, di dubbi ma anche di fiducia questo maggio che ci ha fatto riscoprire l'umido, l'acqua, ritrovare i fiumi e i torrenti. Il giardino si è risvegliato colorato e profumato. Sono una distesa nell'antico abbeveratoio diventato aiuola i capolini della nigella di cui già si intravvede l'azzurro unico, mentre all'ombra l'aglio ursino espone il suo fiore bianco di uno spiazzante profumo più da cucina che di bosco. Mai come quest'anno abbiamo osservato nella verde val Pesio, dove il torrente ha ripreso a frastornare chi si ferma ad ascoltarlo, distese così fitte di spighe rosate della bistorta, erba principe della farmacopea popolare. E poi le piantaggini ingrassate dalla pioggia, le aquilegie montane, viola cupo, mortificate dalle gocce continue di questo mese. E sono proprio i dati della pioggia a stupire. La stazione Arpa di Mondovì segnala ormai (e sono previsti ancora temporali) 376 millimetri: 376 litri per ogni metro quadro. La capannina di Cuneo centro supera i 334, un dato mensile che è il quarto assoluto dal 1877 e che supera di ben 200 millimetri la media storica per il mese di maggio. Ma se dalla pianura o dagli altipiani saliamo verso fondovalle o alle medie valli i valori aumentano a dismisura. Già a San Rocco i millimetri diventano 434, Barge -dall'altra parte dell'arco alpino- misura ben 662 millimetri di acqua più della metà delle precipitazioni di un anno intero. Poco al di sotto l'accumulo mensile registrato a Pradeboni, 597 mm che sono venuti giù dal “grembiule” della Bisalta ad ingrossare il torrente e farlo rinascere. E qui ci sta il sollievo che qui non sia successo il disastro emiliano-romagnolo, anche se non tutto è risolto, anzi. Intanto c'è che non basta ancora questo maggio per risolvere il nostro ammanco d'acqua. Se sommiamo ciò che è piovuto nel 2021 con le piogge del 2022 ed aggiungiamo ancora questi primi cinque mesi del 2023 ci accorgeremo che rispetto a quanto sarebbe dovuto piovere nello stesso periodo secondo le serie storiche del trentennio 1991-2020 ci mancano ancora più di 700 millimetri per ogni metro quadro. Si è ridotto quindi il deficit idrico che ammontava ormai a circa 1200 litri ma è ancora lungi dal colmarsi. L'altro dubbio riguarda le previsioni dei prossimi giorni che ancora parlano per la nostra regione di temporali che minacciano qua e là la nostra provincia che con il Torinese e l'Astigiano appare la più esposta a questa scorrerie favorite dall'assenza dell'anticiclone. Eh sì, perché la novità di questo passaggio stagionale è proprio la scomparsa di quell'asfissiante visitatore che negli ultimi decenni ha invaso non solo le nostre primavere ed estati ma anche l'inverno e a tratti anche l'autunno. L'Africano làtita e l'alta pressione occidentale migra a Nord oltre le isole britanniche. Al di sotto, le correnti fresche da Nord Est scorrono fin sul Mediterraneo e portano la variabilità temporalesca che ben conosciamo in questi pomeriggi-sere e notti. Continuerà almeno fino al prossimo martedì e ci preoccupa che nel modello europeo si prevedano per alcune zone della Granda accumuli di pioggia fino a 80 millimetri. Con i relativi timori oltre che di grandini anche di frane, smottamenti e allagamenti locali.
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