26/05/2025 - 20:53
Amedeo Chiara, anno 2006, frequenta la classe quinta dell'Istituto Agrario di Mondovì. Ha 18 anni ed ha realizzato il sogno di diventare pilota di mongolfiere. Nella terra per eccellenza del volo aerostatico il suo desiderio è diventato realtà. Non è il più giovane pilota italiano, ma è il più giovane ad avere conseguito il brevetto a Mondovì e tra i più piccoli (in senso anagrafico) in Italia. Grande soddisfazione anche per mamma Cinzia e papà Luigi che hanno accompagnato il desiderio del figlio.
Amedeo, come si è avvicinato al mondo delle mongolfiere?
Sono cresciuto col naso all’insù e nemmeno poi, grazie all’amicizia dei miei genitori con la famiglia Bonanno, ho iniziato a frequentare questo mondo da sempre. Ho iniziato a fare da equipaggio ancor prima di iniziare la scuola. Il mio primo vero volo mi è stato regalato da Paolo Bonanno per la promozione della prima elementare.
Quando è diventata una vera passione?
Ho sempre saputo fosse una vera passione ma l’ho capito ancora meglio dopo il campus di formazione per piloti a Igualada, In Spagna nel luglio del 2022, sponsorizzato dalla ditta costruttrice di mongolfiere Ultramagic. È stato lì che ho pilotato per la prima volta una mongolfiera e me ne sono innamorato. Tornato dal campus, mi sono subito informato per il conseguimento del brevetto.
Che cosa prevede l’esame per diventare pilota?
Prevede una formazione teorica composta da nove materie, tra cui: Regolamentazione aereonautica, meteorologia, comunicazione, navigazione aerea, principi di volo, procedure operative, conoscenze generali sull’aeromobile, prestazione dell’aeromobile e prestazioni umane (psicologia). Più una parte pratica composta da minimo 16 ore di volo, tra cui una di queste in solitaria. Mi sono appoggiato alla scuola Slowfly di Paolo Oggioni, di Mondovì.
Veleggiare, alzarsi sul mondo, volare. Per lei è meglio di calciare un pallone, fare canestro o un giro in bici?
Mia madre dice che al posto del sangue abbiamo aria, mio bisnonno era maresciallo dell’aereonautica, uno dei suoi figli era ingegnere aereonautico, mio padre ha studiato aereonautica, mio zio faceva lo steward e ha il brevetto di ultraleggeri. Ho praticato anche altri sport, ma qui mi sento nel mio ambiente naturale.
Pensa di avere, un giorno, una mongolfiera tutta sua?
Sicuramente sì, ci sto già lavorando, ma prima di tutto devo continuare la formazione e come ha detto il mio esaminatore, Igor Charbonier: “Non devi essere troppo spavaldo che a fare il cowboy non duri a lungo”. Adesso mi aspetta un duro lavoro, per riuscire a perseguire il mio sogno, quello di girare il mondo pilotando un pallone. Ringrazio ancora di cuore tutti quelli che mi hanno supportato in questo periodo soprattutto i miei genitori, mia madrina Nicky, Paolo Bonanno, Paolo e Monica Oggioni e tutti gli altri piloti dell’Aeroclub Mondovì che mi hanno sempre incitato a continuare.

Powered by Gmde srl