A Vicoforte il meeting nazionale di Subbuteo, un gioco senza età
Presente anche il nostalgico cuore granata Ezio Rossi: «Una mia passione fin dall’adolescenza»
Cosa possa significare il gioco del Subbuteo per tanti appassionati ce lo ha spiegato domenica direttamente Ezio Rossi, uno dei membri dell’Old Club Torino che ha organizzato il meeting nazionale a Vicoforte. «È una passione giovanile che è stata molto intensa dai 10 ai 15 anni, poi il calcio vero e la vita mi hanno fatto “staccare”. A 60 anni alcuni miei amici mi hanno regalato uno stadio di Subbuteo ed è rinata questa passione semplice, che ci fa passare belle giornate insieme, ci troviamo il lunedì e il giovedì a Torino. Ho scoperto un mondo che non pensavo così vasto, invece attorno al Subbuteo c’è tutto un mondo di collezionismo e pittura molto interessante e diffuso in tutta Italia».
Al salone polifunzionale è stata gara vera, con quattordici coppie (anche da fuori Regione) divise in due squadre, quella del cioccolato al latte e quella fondente. Sette campi in azione in contemporanea, per gare da 12 minuti ciascuno. Inno iniziale (per l’occasione è stato scelto “Gelato al cioccolato”) e campi messi a disposizione che hanno visto avvicinarsi al gioco diversi visitatori incuriositi, alcuni molto giovani.
Alla fine l’ha spuntata la squadra “al latte”, dopo un’incredibile remuntada (erano sotto di ben 9 lunghezze). Dopo l’aggancio sul 57 pari, nell’ultimo turno hanno staccato gli avversari con il punteggio complessivo di 67-64.
«La pioggia che ha caratterizzato la giornata non ha condizionato la gioiosa domenica di persone che con un po’ di goliardia portano avanti la tradizione di un gioco da tavolo coinvolgente e piacevole – il commento del sindaco Gasco -. Siamo grati a loro e a Silvio Bessone che li ha indirizzati qui concedendo a Vicoforte la possibilità di fare una nuova esperienza».
Rossi ha anche chiacchierato con noi del Torino e del calcio nella Granda. «Il Toro per ambizioni dovrebbe lottare per un posto in Europa almeno ogni due-tre anni. Ma per i vecchi nostalgici come me non sono tanto i risultati ad essere importanti, a noi interessa vedere rappresentati in società quei valori diversi che hanno sempre contraddistinto questi colori, in una città dove ci sono…gli altri (la Juve, ndr). È strano che la provincia di Cuneo non abbia una storia nel calcio professionistico, è una provincia ricca ma con molto campanilismo, che probabilmente divide gli investitori. Sarebbe bello avere una squadra stabilmente nei pro e magari anche in B, speriamo che un giorno possa accadere».




