Emanuele Filiberto a Vicoforte: «Vittorio Emanuele III un capro espiatorio, ammiro il governo Meloni»
INTERVISTA al nipote dell’ultimo re d’Italia: «Sogno di diventare nonno»
Sabato mattina, presso il salottino dell’Hotel-dimora storica Duchessa Margherita, abbiamo incontrato il principe Emanuele Filiberto di Savoia, per una chiacchierata prima della commemorazione ufficiale delle figure dei bisnonni, il re Vittorio Emanuele III e la Regina Elena.
Bentornato principe, è la prima volta che arriva a Vicoforte da quando è mancato suo padre…
«È vero, ma il messaggio di saluto di mio padre c’è sempre, lui vive in me e ogni volta che sono in questi posti e incontro gli italiani c’è sempre mio padre, conosco l’affetto che provava per voi, per il Cuneese, il Piemonte e l’Italia tutta».
Porterà anche le sue figlie un giorno?
«Sicuramente, le mie figlie sono già venute a Superga e a Torino ma qui non ancora. Adesso hanno 21 e 19 anni, devono costruirsi una propria vita e identità, io non spingo ma quando possono vogliono venire con me a conoscere gli ambienti monarchici. Vittoria è venuta a due eventi con le guardie d’onore, è cosa bella che continuerà con tanta forza e una sensibilità femminile che è più interessante di quella maschile».
Ultimamente viene più spesso in Granda, ha anche ricevuto la cittadinanza onoraria di Valdieri: crede che sia stato fatto un passo in avanti verso la riconciliazione storica?
«Questo sforzo da parte mia c’è sempre, da quando nel dicembre 2003 sono tornato in Italia ho sempre provato a promuovere la riconciliazione. All’inizio non è stato semplice, non era facile chiamarsi Savoia allora, ma siamo andato avanti. Abbiamo fatto beneficenza con i nostri ordini dinastici. Spero che ora per gli 80 anni della Repubblica si parli anche degli 85 anni di Regno che l’hanno preceduta, e che sia un momento di confronti costruttivi sulla storia d’Italia. Sappiamo che nel 1946 la Repubblica è nata zoppicante, hanno voluto trovare un capro espiatorio in Vittorio Emanuele III, ora pian piano si può creare una verità storica che prima non c’è stata».
Quali sono i suoi progetti per il futuro?
«Diventare nonno, sarei molto felice. Oltre a questo voglio continuare a sviluppare i nostri ordini dinastici, siamo presenti in tutte le province e regioni d’Italia, facciamo beneficenza a km zero e abbiamo 17 delegazioni estere. È anche molto importante il legame con le altre case reali, regnanti e non, dell’Europa, del Sudamerica e dell’Asia. Tutte mi sostengono, ci sentiamo e scriviamo, mi fa piacere vedere che si rendono conto dello sforzo che stiamo facendo. Sono appena tornato dalla Thailandia per rendere omaggio alla regina madre che è deceduta e ho avuto un’accoglienza magnifica, è bello vederla in Italia e all’estero».
Conferma il giudizio positivo che diede sul Governo Meloni nel 2023?
«Assolutamente, anzi lo rafforzo: è il terzo governo più longevo della storia repubblicana, presto sarà il primo. Finalmente si può pensare a costruire qualcosa di importante, sia in Italia che all’estero. Grazie alla forza e stabilità di questo esecutivo l’Italia sta diventando un punto di riferimento in Europa e nel mondo».





