“Al prim couloumb la tèra as' desgela”
Sulla collina al sole della prima balza che separa le Alpi liguri dalle marittime aspettiamo ogni anno l'apparire, sempre un po' fantasmatico, del Couloumb Favè. È il Colombaccio, il colombo selvatico, più grosso di quello di città, così chiamato nel bovesano e nel monregalese... non si sa bene perché.
Le fave forse non c'entrano e sarebbe invece il colore ”fauve”, fulvo, del delicato piumaggio del petto ad averlo inserito nel bestiario mitico contadino. Anche perché diventato protagonista del bollito in brodo pasquale, come ci testimoniano locali usanze, il colombaccio ben si integrava con l'apparato storico della festa della rinascita. Il suo era il ritorno in tavola del consumo di proteine animali ben digeribili, di una carne “calmierata”, dopo gli eccessi della crapula carnevalesca del maiale. E infatti veniva conservato e consumato, bollito, a Pasqua. Ma il nostro interesse (e di Piero e Sergio, nostri vicini) per l'arrivo del Favè non è culinario ma per così dire climatico-etnologico. Quando nel boschetto di “verne” che separa le loro case dalla nostra si sente quel battito d'ali scompigliato e se ne sente il gutturale richiamo, bene, è allora che sappiamo con certezza che la terra disgela e che la primavera è qui. Quest'anno è toccato a Sergio accorgersene per primo. È successo in concomitanza con l'inizio di questo salutare intervento anticiclonico che spira dalla Spagna e che da venerdì scorso ha fatto balzare d'un tratto le temperature fino a valicare per la prima volta (e si spera stabilmente) la fatidica media di 10°, soglia che separa le nostre primavere dagli inverni. Così dai 12,2° di media (massima di 16,8°) siamo arrivati tra alti e bassi ai 18,7° di oggi, martedì 24, con una media di 13°. Sappiamo bene però che il “Couloumb Favè” soltanto la annuncia la primavera: ci potranno poi ancora essere (e in genere ci sono) ritorni freddi, persino gelo e neve, ma il nostro favè è un “totem” promissorio: promette la “prima” ma non ce la porta ancora del tutto. Lo farà soltanto ai primi di aprile l'arrivo del “Coucou” con il suo canto ritmato. Intanto saremo forse riusciti a godere di questi ultimi splendidi cinque giorni perché già da mercoledì un ritorno fresco da Est riporta un po' di nuvole con temperature “normali” e pioviggini qua e là. Più sole giovedì, con massime di 15° e venerdì mattina con nuove nuvole la sera. Nuvole e foschie che insistono tra sabato e domenica mentre marzo inizierà con il progressivo declino della cupola anticiclonica.

